MOSAICO TARDO-ANTICO DI SANT’AMBROGIO DI VALPOLICELLA

Tra la fine del 2009 e il 2011, durante una campagna di scavo a Sant’Ambrogio di Valpolicella (Verona), è emerso un abitato romano, sicuramente la residenza di una famiglia benestante, considerando che sono stati rinvenuti pavimenti ornati in parte con mosaici che raffigurano motivi floreali e geometrici, con tessere in pietra locale di vari colori, dal rosso, al rosa, al grigio.

Nel 2013 la Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto, precisamente il Nucleo Operativo di Verona,  ha distaccato parte del mosaico, successivamente trasferito, nell’ottobre del 2015, presso l’Accademia di Belle Arti di Verona dove è stato restaurato dagli allievi del corso di Conservazione e Restauro dei Beni Culturali, coordinato dall’arch. Massimiliano Valdinoci.

Nel febbraio 2020 la Soprintendenza di Verona nella persona della dott.ssa Brunella Bruno, grazie anche all’interessamento dell’arch. Massimo Donisi, ha chiesto al Sindaco del Comune di Sant’Ambrogio di Valpolicella la possibilità di collocare il mosaico presso Villa Brenzoni Bassani, che dista un centinaio di metri dal luogo del ritrovamento. Il Sindaco e l’Amministrazione comunale hanno dato il loro assenso, hanno contattato la direttrice della  Scuola d’arte che ha coordinato le fasi operative per la collocazione dell’opera all’interno della villa nella prima metà dell’800 fu la dimora del conte Paolo Brenzoni, fondatore della Scuola d’Arte.  Il tutto nonostante la pandemia, il lockdown e tutti i problemi connessi.

Il nostro grazie va:

  • all’arch. Massimo Donisi, ambrosiano, appassionato di storia locale, che ha scritto saggi storici legati al territorio e all’industria lapidea ambrosiana. Vice Presidente del Centro di Documentazione della Storia della Valpolicella, ha curato i due volumi “Sant’Ambrogio in Valpolicella e i suoi marmi”. Massimo ha risposto alla richiesta di collaborazione da parte della scuola d’arte e si è reso disponibile, in qualità di progettista  e direttore dei lavori del progetto di valorizzazione del mosaico
  • all’ing. Attilio Castellani che conosce bene Villa Brenzoni Bassani avendo recentemente seguito i lavori di restauro di alcune stanze, che  ha indicato il modo migliore per ancorare  il mosaico a parete e ha seguito il progetto esecutivo
  • all’impresa ambrosiana Aliprandi Donato, Davide e Diego che si sono occupati del trasferimento e della posa in opera del manufatto, lavoro per niente facile

che si sono resi disponibili a titolo gratuito, rispondendo alla richiesta di collaborazione da parte della Scuola d’Arte, per la loro sensibilità e il loro amore per il territorio e per la storia locale del nostro Comune.

 

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