SANTI CORONATI FESTEGGIATI DALLA SCUOLA D’ARTE

Grandi eventi a Sant’Ambrogio di Valpolicella per festeggiare i Santi Coronati, patroni di scalpellini, scultori e marmisti. Venerdì 8 novembre alle ore 10.30, nella Chiesa parrocchiale, gli allievi del corso di scultura della Scuola d’Arte “Paolo Brenzoni”, Simone Scandola e Silvio Soliman in arte “Silos”, hanno donato al C.A.I. di Verona, a nome della scuola ambrosiana, alcune opere scolpite in alta quota sul Monte Baldo durante il 4^ Simposio “Scolpire nella memoria”, al fine di collocarle all’intero del Rifugio G. Barana “Al Telegrafo”.

Il Sindaco Roberto Zorzi ha ringraziato gli artisti che in questi anni hanno lavorato in condizioni difficili, trasportando i materiali tramite teleferica e con lo zaino, lasciando un segno importante del loro passaggio anche in alta quota. E non solo nei rifugi. Grazie all’amicizia che lega la scuola a don Flavio Gelmetti, responsabile dell’Opera diocesana chiesette alpine, ma soprattutto all’apporto costante e generoso dello scultore Matteo Cavaioni, spesso spalleggiato da volontari ambrosiani, possiamo ammirare i bassorilievi in marmo nembro rosato posti sull’altare e sull’ambone nella chiesetta dedicata a San Giovanni Battista, che sorge a pochi passi dal Rifugio Revolto, sopra Giazza, o l’altare in legno della chiesetta alpina di Cristo Risorto presso il Rifugio Scalorbi, sul Carega,  il camoscio sul bassorilievo in legno di acero sul lato esterno dell’ambone, nella chiesa di Santa Rosa, sul Baldo, che si abbevera a un rivolo d’acqua, una licenza poetica di Cavaioni che al posto della cerva riportata nella Bibbia ha messo uno degli animali tipici del Baldo, le immagini di Santa Rosa e della Madonna poste all’ingresso della chiesetta, rappresentate in versione contemporanea.

Quest’anno la fauna del Baldo ha ispirato, Simone Scandola e Silvio Soliman”, allievi scultori della Scuola d’Arte.

Simone Scandola, scultore:  “Partecipare al  Simposio di Scultura tra le montagne del Baldo al rifugio Telegrafo è stato emozionante. Immergersi nella natura incontaminata, nel silenzio, osservare, ascoltare, farsi rapire da tutto quello che ti circonda, incontrare animali che vivono  in piena libertà nel loro habitat mi ha dato ispirazione per creare e scolpire nella pietra questi esseri splendidi. Ho realizzato due sculture, un ermellino e un gufo, animali che nella storia hanno simboleggiato nobiltà’ e mistero, per rappresentare la fauna di questi luoghi”. Silvio Soliman: “Ho riprodotto le ipotetiche sembianze del mitico comandante dei popoli cimbri Boiorix  in marmo bianco di Carrara, con il copricapo scavato in un ceppo,  un omaggio a questo valoroso guerriero che attorno al secondo secolo avanti Cristo partì dall’odierna Danimarca alla ricerca di terre fertili, sconfiggendo le armate romane  per avvicinarsi alle pianure italiane. Ho immaginato che per evitare il presidio fisso dei romani in Val d’Adige, il comandante dei Cimbri Boiorix, in fuga dopo la sconfitta di Vercelli, sia riuscito a scappare attraverso i sentieri sulle vette del Baldo, facendo perdere le proprie tracce nelle zone adiacenti all’odierno Rifugio Telegrafo Barana”. Dopo la consegna da parte della Scuola d’Arte al CAI di Verona delle sculture in marmo da collocare al Rifugio “Al Telegrafo” sul Monte Baldo. solenne Santa Messa presieduta da Sua Eccellenza Monsignor Giuseppe Zenti, Vescovo di Verona che ha apprezzato l’impegno e la vicinanza della scuola al territorio.

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