FIRMA DEL PROTOCOLLO D’INTESA PER LA REALIZZAZIONE DE “LA PORTA”

Venerdì 12 aprile 2019, presso il padiglione delle manifestazioni di Sant’Ambrogio di Valpolicella, è stato sottoscritto un protocollo d’intesa dai sindaci dei Comuni di Sant’Ambrogio di Valpolicella, Dolcè, Cavaion Veronese e Rivoli Veronese, il presidente del Consorzio Asmave e il direttore della scuola Beatrice Mariotto. Con questo atto ognuno di loro ha aderito al progetto per la realizzazione dell’opera scultorea “La porta” in qualità di partners operativi, condividendone obiettivi finalità e strumenti. Presenti all’incontro anche lo scultore Matteo Cavaioni, ideatore dell’opera con l’arch. Libero Cecchini, Filiberto Semenzin, Presidente di Verona Stone District, la geologa Grazia Signori che ha dato alcune informazioni sull’aspetto geologico da cui prende spunto l’opera e l’ing. Massimiliano Ronconi, specializzato in ingegneria strutturale e geotecnica che seguirà la parte statica dell’opera.

L’idea della porta è nata 10 anni fa, nel 2009 da un’idea dello scultore Matteo Cavaioni e dell’arch. Libero Cecchini. L’opera prende spunto dalle cave, da sempre fonte di ispirazione per gli scultori della Brenzoni. Le due colonne che sostengono l’architrave riprendono i pilastri delle cave in galleria che si trovavano un tempo a Monte, San Giorgio, a Domegliara sotto Montindon, un insieme di grotte e cunicoli dove veniva estratto il materiale, un’architettura spontanea, creata dalla natura e dal lavoro di tanti scalpellini ambrosiani, tipica del territorio ambrosiano. E’ stato creato un gruppo di lavoro, capitanato dallo scultore Matteo Cavaioni per la parte tecnica, Beatrice Mariotto per la parte organizzativa e Mario Borchia per la parte progettuale, al quale hanno aderito gli allievi della scuola che hanno messo a disposizione le loro professionalità, come ingegneri, geologi, geometri, realizzando il progetto in 3D. Al gruppo si è aggiunto l’ingegnere Massimiliano Ronconi per la parte statica. L’Amministrazione comunale di Sant’Ambrogio e  i Sindaci dei  Comuni limitrofi di Dolcè, di Cavaion Veronese e Rivoli Veronese hanno accettato di condividere quest’opera così come il Consorzio As.Ma.Ve. che con la scuola si è fatto promotore per la sua realizzazione e collocazione. La scultura sarà costituita da conci perimetrali in marmo (pietra calcarea) al cui interno verrà realizzata una struttura in conglomerato cementizio armato e/o acciaio vincolata al solettone di copertura del sottopasso. Nelle due colonne sarà evidenziata la serie stratigrafica dei corsi del marmo. Il peso complessivo della scultura sarà di circa 850 quintali per un’altezza di mt. 8,00.

Abbiamo scelto questa rotatoria in quanto è un punto strategico, che mette in comunicazione la Valdadige, in particolare il Comune di Dolcè e di Rivoli Veronese che fanno parte del Distretto del Marmo di Volargne dove sono ubicate le principali imprese del settore lapideo per la lavorazione di marmi, pietre e graniti, la Valpolicella, con il Comune di Sant’Ambrogio, da sempre strettamente collegato alla storia delle cave presenti sul territorio, il Comune di Cavaion Veronese che rappresenta un punto di accesso al territorio del Lago di Garda.

Massimiliano Adamoli, sindaco del Comune di Dolcè, proprietario dell’area in cui andrà installata l’opera, si è dichiarato contento di condividere con i tre Comuni, la scuola e ASMAVE questo importante progetto per la promozione del territorio. “I turisti che arrivano nei nostri territori rimangono estasiati dalle colline moreniche di Rivoli, dalla Valpolicella con il borgo di San Giorgio, dalla Valdadige con la Terra dei Forti, Cavaion e la zona lago….Dobbiamo essere consapevoli delle bellezze che ci circondano, valorizzando il più possibile quello che abbiamo…La porta è un’ottima opportunità, sarà l’ingresso alla zona vocata alla lavorazione del marmo, una delle eccellenze che ha dato lustro al nostro territorio”. Sabrina Tramonte, sindaco di Cavaion Veronese, ha ringraziato per l’opportunità di condividere quest’opera che sarà di buon auspicio per le tante aziende del settore. “Dopo la porta ci sarà il ponte di Sega di Cavaion che porta al territorio del lago di Garda. Per il Comune di Cavaion il marmo è fondamentale e assieme all’agricoltura, al vino e all’olio, ci sta dando prestigio nel mondo”.

“Le nostre aziende” ha dichiarato il sindaco di Rivoli Ver.se Armando Lucchesa “stanno giocando partite importanti nel comparto nazionale ed internazionale. Il territorio dei quattro Comuni è prestigioso da un punto di vista ambientale e produttivo, con l’agricoltura fiorente, il turismo del Garda che attira milioni di persone, la chiusa decantata dai grandi poeti nei secoli scorsi..luoghi suggestivi che saranno resi ancora più importanti da questa iniziativa”.

Presidente Consorzio ASMAVE, Donato Larizza: “La porta è un bellissimo progetto che darà sicuramente lustro e visibilità alle nostre aziende. Noi siamo marmisti spesso invisibili, investiamo poco in promozione, siamo abituati a lavorare, da sempre viviamo in mezzo al marmo e per noi questo nobile materiale diventa la normalità, non riusciamo quasi a raccontarlo, a decantarlo”. Filiberto Semenzin, Presidente di Verona Stone District: ”Quello che viviamo questa sera è un messaggio molto forte che viene dato, attraverso i Sindaci, al territorio, alle imprese e alla cittadinanza. Oggi altri paesi emergenti si sono attrezzati e sono in grado di competere in maniera forte dal punto di vista economico. La nostra forza è saper competere dal punto di vista emozionale, grazie alla storia e alla grande tradizione della lavorazione e trasformazione della materia prima che abbiamo alle spalle. Quest’opera posta nel cuore del Distretto vuol dire apertura, disponibilità, conoscenza, mettersi in gioco, aprire il nostro sapere e le nostre conoscenze al confronto, alla collaborazione e alla proposta che quotidianamente il mondo della ricerca, dell’innovazione, dell’architettura, del design ci propongono.” Anche Libero Cecchini ha fatto le proprie considerazioni sull’importanza dell’opera: “Ricordo che le cave, nei tempi antichi, erano posizionate nella parete che da Domegliara arriva alla chiusa di Ceraino; da lì vennero tratti i blocchi per la costruzione dell’Arena di Verona e poi, nel Medioevo, tra i tanti, il blocco destinato al Battistero di Parma per la realizzazione del Fonte Battesimale, che risulta costituito da un unico pezzo di 3 metri di diametro e 1 metro di altezza. Anche per quest’opera le lavorazioni del marmo vennero eseguite da un gruppo di lapicidi della Valpolicella, in loco, alla base della parete rocciosa,  sotto la direzione del grande architetto e scultore Benedetto Antelami, tra il 1196 e il 1216. Sono ormai trascorsi 10 anni dalla prima idea di realizzare “La Porta”. Speriamo che la partecipazione dei nostri benefattori sia ampia e generosa e che ci troveremo tutti insieme all’inaugurazione”.

 

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