ESPOSIZIONE DI QUADRI DI LUIGI ZARDINI AL SACRO CUORE DI NEGRAR.

Grazie al sostegno di Don Waldemar Longo e di Don Gino Sacchetti la Scuola d’Arte “Paolo Brenzoni” di Sant’Ambrogio di Valpolicella ha organizzato una mostra di pittura il 23 giugno, festa del Sacro Cuore, nei giardini del Don Calabria presso l’ Ospedale di Negrar. Una mostra per far conoscere le opere di Luigi Zardini, allievo del corso di pittura della Scuola d’Arte. Dal 2015 Luigi è in cura presso il reparto di oncologia dell’Ospedale Sacro Cuore di Negrar. La pittura è una passione molto forte grazie alla quale Zardini ha la possibilità di creare, di progettare, trovando ogni giorno nuovi stimoli. Durante le notti insonni a causa dei dolori alle articolazioni dovute alle cure molto forti (chemio, radio…) Luigi pensa a nuove immagini da fissare sulla tela, che racchiudono spesso le sue emozioni e i suoi stati d’animo: soggetti e colori felici nei momenti buoni, colori e soggetti cupi quanto la speranza vacilla. Saranno esposti i suoi primi lavori, figurativi, accanto ai lavori recenti, immagini astratte, surrealiste, associazioni di immagini dove forme geometriche lineari e spigolose sono collocate su sfondi a tinte pastello intrecciate all’elemento naturale, segni intesi come simboli che rappresentano la realtà vissuta dall’artista. La pittura aiuta Luigi  a comunicare con gli altri ma prima ancora con se stesso oltre che a riprendere vigore e voglia di combattere.

Luigi Zardini: “Fin da bambino disegnavo figure di animali, ritratti di amici e parenti. La mia passione si è poi consolidata nel tempo grazie all’incontro con la Scuola d’Arte dove ho continuato con il disegno e la pittura figurativa, dipingendo paesaggi, luoghi e persone a me cari. Da un paio d’anni, in concomitanza con la malattia che mi ha colpito, il cancro, sono cambiato e con me è cambiato il mio stile pittorico quasi inconsapevolmente.  I paesaggi, i volti riconoscibili hanno lasciato il posto a figure geometriche, dove i colori variano al variare dei miei stati d’animo. Negli ultimi lavori ricorre spesso il triangolo, una figura nella quale mi riconosco. Io sono il triangolo sovrastato da un’ombra buia, il triangolo spezzato ma tenuto insieme da una spilla da balia. Ringrazio Beatrice Mariotto, direttore della Scuola d’Arte e Sebastiano Zanetti, il pittore che mi segue in questa mia ricerca, che mi hanno incoraggiato e aiutato ad esprimermi attraverso la pittura. Ringrazio mia moglie, i miei figli e mio nipote che mi appoggiano e sono i miei primi sostenitori, tutti gli amici ma soprattutto Don Waldemar Longo e Don Gino Sacchetti che mi hanno dato la possibilità di esporre i miei lavori presso l’Ospedale di Negrar. Qui sono un po’ come a casa mia e mi fa molto piacere condividere questa mia passione non solo con gli altri malati, che come me si trovano ogni giorno a dover combattere la loro battaglia, ma anche con i medici, gli infermieri, gli operatori che lavorano presso l’Ospedale Sacro Cuore, persone che conosco da qualche anno, che mi fanno sentire a mio agio e con le quali ho instaurato un rapporto confidenziale. “

Sebastiano Zanetti, pittore: “Luigi è un lavoratore instancabile. E’ una di quelle persone che ti carica di entusiasmo e voglia di fare, ti racconta dei suoi viaggi da posatore di marmi e ceramiche, in luoghi lontani. Ogni tanto con timidezza dice di avere un tumore, lo sussurra a bassa voce, quasi per non svegliare la malattia. Subito dopo però la voce si alza esclamando “Ma io sto bene”, “Quando non ho dolori, mi sento un leone”. Luigi sta combattendo il cancro con le sue armi, fatte di cultura, entusiasmo, amore e forza. Luigi è sincero, la sua ricerca artistica è sincera e ci parla di lui. Per quarant’anni ha avuto a che fare con la posa di pavimenti, componendo incastri, disegni, decorazioni che spesso hanno lavorato sulla specularità e l’illusione ottica data dalle linee. Prosegue il suo lavoro rendendo pittorica un’astrazione che ha basi solidissime. La capacità cromatica lascia sbalorditi. Passa dai colori acidi alle tinte pastello con la naturalezza dei migliori coloristi.

Usa pennelli per le campiture, pennarelli per i tratti, spray per le atmosfere più effimere, reti più o meno fitte come stancil per le trame nelle quali inoltrarsi esplorando la sua opera.

E’ una pittura libera perché non cerca la facile approvazione e non stringe l’occhio ad alcuna ricerca di artisti già consolidati. Tra i lavori potrebbe capitare di trovarne alcuni con atmosfere più cupe, con qualche dente caduto dipinto con sofferenza o ferite violacee impresse sulla tela, Luigi sta combattendo un tumore, l’avevamo già dimenticato”.

Purtroppo il 18 novembre 2017 Luigi ci ha lasciati. Per lui è stato importante condividere la passione per l’arte non solo con gli altri malati, che come lui si trovano ogni giorno a combattere la loro battaglia, ma anche con i medici, gli infermieri, gli operatori che lavorano presso l’Ospedale Sacro Cuore, persone che conosceva bene da qualche anno, con cui si sentiva a proprio agio e con le quali aveva instaurato un rapporto confidenziale. Oggi nell’unità di oncologia di Negrar è esposto un suo quadro che rappresenta San Francesco circondato dalla natura, l’ultima opera di Luigi, esposta per rincuorare chi solitamente frequenta il reparto. Nel mese di ottobre Luigi aveva partecipato all’evento “Alpini senza barriere”, una manifestazione aperta a tutti ma soprattutto alle persone diversamente abili, esponendo i suoi lavori in appoggio all’Associazione “Filo Continuo”. La scuola d’arte e  la comunità ambrosiana sentirà sicuramente la sua mancanza.

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