FONTANA AI CIMIERI

Sabato 8 novembre 2014, Festa dei Santi Coronati patroni degli scalpellini,  alle ore 11.00 presso l’area verde del Borgo ai Cimieri, a Sant’Ambrogio di Valpolicella, è stata inaugurata la “Fontana ai Cimieri”.

Il docente di scultura della scuola d’arte, Matteo Cavaioni, ha ideato una fontana che richiama le stratificazioni dei Cimieri, con piani che si intersecano creando la struttura di sostegno per la vasca che riprende i catini marmorei, i centinari, che da sempre hanno caratterizzato l’architettura locale.  Lo studio dell’opera da realizzarsi è stato fatto in collaborazione con gli allievi del corso di scultura della pietra della Scuola d’Arte “Paolo Brenzoni”.

Si ringrazia la famiglia Pellegrini Mario e Aldo che ha sponsorizzato l’opera, dedicandola a Pellegrini Rinaldo (1890-1966) che diede impulso fra le due guerre e la grande crisi del 1929, alla lavorazione del marmo e al suo commercio proprio nel centro del paese. Egli gettò le basi per proiettare il lavoro degli ambrosiani nel mondo, grazie alla sua tenacia e alla sua formazione artistica, avendo frequentato la Scuola d’Arte nei primi anni del 900.

Perché il nome “Fontana ai Cimieri”?

Circa 170 milioni di anni fa la regione che corrisponde all’altopiano dei Monti Lessini era sommersa dall’oceano.

Nel periodo Giurassico, quando i dinosauri popolavano le terre emerse per circa 30 milioni di anni i sedimenti si accumularono sul fondo di questo antico mare e, per diagenesi, si trasformarono in rocce dai colori variabili dal rosso più o meno carico al rosa, dal giallo al bianco, ricchissimi di ammoniti, fossili da cui deriverà il nome del materiale.

Questi depositi vennero portati poi in superficie dall’orogenesi alpina dando origine alla formazione del “Rosso Ammonitico Veronese”.

Il gruppo dei “Cimieri” costituisce la parte più elevata della serie marmorea del Rosso Ammonitico, composta di numerosi strati fra i quali il Biancone, il Rosa Corallo, la Scaglia Rossa, il Verdello, materiali compatti usati soprattutto per costruire e abbellire monumenti in Italia e all’estero perché scolpibili, lucidabili e resistenti al gelo.

Il lavoro presentato vuole richiamare le stratificazioni dei Cimieri: i piani che si sovrappongono creano la struttura di sostegno per la vasca che idealmente riprende i catini marmorei, i “centinari”, che da sempre hanno caratterizzato l’architettura locale.

Le varie parti sono state assemblate tramite incastro e perni d’acciaio. Il marmo è stato levigato, bocciardato, martellinato e spuntato. Un tempo la fontana era luogo di incontro, dove le donne andavano per fare il bucato o per prendere l’acqua per gli usi domestici mentre gli uomini vi abbeveravano gli animali da stalla.

L’acqua, da sempre fonte di vita, era il bene più prezioso di una comunità e la fontana era tenuta in grande considerazione. Inoltre quello era il luogo in cui si sentivano le novità del paese, si scambiavano pettegolezzi, ci si riposava, ci si lavava e dissetava.

Con l’arrivo dell’acqua corrente nelle case, queste costruzioni sono state dimenticate ed è per questo motivo che la Scuola d’Arte ha scelto di realizzare una fontana marmorea, perché diventi, come un tempo, punto di riferimento del borgo e della nostra comunità.

 

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